CHI SONO GLI ALTRI?

Quanto siamo condizionati dal parere degli altri, quanto ci facciamo dirigere nelle scelte quotidiane dal parere degli altri e quanto siamo schiavi dell’opinione altrui. Questa non è una domanda ma una affermazione di come io vedo la vita in base a quelle che sono le mie esperienze pregresse.

Ma non siete stanchi come me di farvi dirigere verso il baratro dove tutti gli altri stanno cascando? Non sentite che qualcosa stona in tutte questo? Quanto sarebbe bello essere se stessi, esprimere la nostra individualità senza sentirsi giudicati, aditati ed etichettati?

Bello vero? E allora un passo importantissimo da fare come prima cosa è riconoscere che gli altri sono una parte fondamentale di ciascuno di noi, sono intimamente collegati con la nostra esistenza e ci mostrano il nostro più nascosto conflitto sul quale posare l’attenzione e finalmente divenire liberi.

Detto cosi può sembrare semplicistico, ma ci vuole un lento e lungo cammino per riconoscere ciò che ostacola l’emergere di cosa realmente noi siamo, e non ho la presunzione di conoscere la reale risposta, perché sono nel bel mezzo del cammino e sento solo il bisogno di condividere cosa vivo e cosa provo.

Ora ci tengo a condividere con voi un brano del libro di Anthony de Mello che s’intitola Chiamati All’Amore

Osserva la tua esistenza e nota come l’hai saturata di gente. Il risultato qual è ? La gente arriva a stringerti in un abbraccio mortale. Con la sua approvazione e il biasimo, infatti, essa controlla il tuo comportamento; la gente ha il potere di colmare la tua solitudine con la presenza; può innalzare il tuo spirito al terzo cielo con le sue lodi, cosi come ha il potere di ridurti a uno straccio con le sue critiche e i suoi rifiuti. Guardati: quasi ogni minuto cosciente della tua giornata tu lo spendi a cercar di placare o di accontentare gli altri, vivi o morti che siano. Vivi secondo le loro norme, ti adatti al loro stile di vita, cerchi la loro compagnia, desideri il loro amore, hai il terrore del loro biasimo, elemosini il loro plauso, ti sottometti docilmente ai sensi di colpa che essi ti gettano addosso. Hai terrore di essere fuori moda perfino nel tuo modo di vestire, di parlare di gestire e addirittura nel tuo modo di pensare. Nota anche un altro fatto: tu dipendi dagli altri e ne sei schiavo anche quando sei incaricato di controllarli. La gente è diventata talmente connaturata alla tua esistenza che tu trovi difficile immaginarti non influenzato o controllato dagli altri. In realtà essi sono riusciti a convincerti che se ti liberi di loro tu diventi un’isola: solitario, scialbo e senza amore.

E’ vero invece tutto l’opposto.

Come puoi infatti amare uno di cui sei schiavo? Come puoi amare una persona dalla quale non riesci a fare a meno? Ti è possibile solo desiderare, aver bisogno, temere ed essere controllato. L’Amore invece si può trovare unicamente nell’essenza di paura e nella libertà.

Come raggiungere questa libertà? Attraverso una duplice offensiva contro le tue dipendenze e le tue schiavitù. E’ necessaria anzitutto la consapevolezza. E’ pressoché impossibile essere dipendenti, schiavi, se ci si rende conto della follia della propria dipendenza. Ma la consapevolezza potrebbe non essere sufficiente per una persona che dipende dalla gente. Tu allora devi coltivare una qualche attività che ti piaccia realmente; devi riscroprire nel lavoro che fai non il lato utilitaristico, ma ciò che esso ha di bello in se stesso. Pensa ad un’attività che ti piaccia svolgere proprio per se stessa, che ti si riesca bene, sia che non ti si riesca, che tu ne riceva lode o biasimo, che tu ne ricavi amore e premio oppure niente, che la gente ne venga a conoscenza e te ne sia grata oppure no. Quante attività riusciresti a contare nella tua vita cui ti dedichi semplicemente perché ti piacciono e catturano il tuo animo? Riscoprile, coltivale, perché sono esse il tuo passaporto alla liberta e all’amore.

Anche in questo campo hai subito probabilmente un lavaggio del cervello, che ti conduce a pensare in una maniera del tutto consumistica, in base alla quale gustare una poesia, bearsi di un panorama, godere di un brano musicale appare come una perdita di tempo, perché dovresti essere tu a produrre quella poesia o quella composizione musicale o quell’opera d’arte. Ma secondo questa mentalità anche il produrre queste cose ha in sé poco significato: importanti infatti è che il tu valore venga riconosciuto. Come può essere buona una cosa se non viene riconosciuta? E neppure é sufficiente che essa venga conosciuta: deve essere anche applaudita e lodata dalla gente, altrimenti non vale niente. Il tuo lavoro acquista il suo massimo valore solo se diventa popolare e se si vende bene sul mercato! Ed eccoti nuovamente tra le braccia e sotto il controllo degli altri. Il lavoro di un azione, secondo gli altri, non sta nel fatto di essere amata e goduta per se stessa, ma nel fatto che riscuota successo. La via regia la misticismo e alla realizzazione non passa in mezzo alla gente passa attraverso azioni in cui ci si impegna per esse stesse, senza badare al successo o al tornaconto, senza badare a quelle che sono le <<azioni redditizie>>. Contrariamente a quella che è l’opinione comune, la cura contro la solitudine non sta nel trovarsi compagnia ma nel contatto con il reale. Nel momento in cui tu entri in contatto con il reale, tu arrivi a conoscere che cos’è la libertà e cos’è l’amore. Staccati dagli altri e conquisterai cosi la capacità di amarli. Non devi pensare che per far sgorgare l’amore dal tuo cuore tu debba inanzi tutto incontrare la gente. Ciò non sarebbe amore ma semplicemente attrazione o compassione. E’ l’amore invece a nascere per primo nel cuore attraverso il tuo contatto con il reale. Non tanto l’amore per una cosa o per una persona particolare ma l’amore in se stesso: un atteggiamento, una predisposizione ad amore. Sarà poi questo amore a irradiarsi verso il mondo esterno delle cose e delle persone. Se desideri che l’amore si faccia presente nella tua vita, devi spezzare le strettoie della tua dipendenza interiore dagli altri, e il mezzo per riuscirci è uno solo: rendertene conto e dedicarti ad attività che tu ami compiere per se stesse.

IL SIGNIICATO DEI MIRACOLI

Cosa sono i miracoli? E soprattutto esistono veramente

Faccio una premessa, sono crescita con un addottrinamento cattolico cristiano, ma non imposto, ho fatto il mio bel percorso canonico italiano , ricevendo i sacramenti che la religione cattolica impartisce. Ho sempre avuto fede in Dio, e mi sono sempre affidata o piuttosto “rifugiata” nella preghiere nei momenti più disparati della mia vita. Non ho mai avuto reverenza o privilegiato per un santo piuttosto che ad un altro, perché il significato del miracolo mi è sempre giunto da tali narrazioni, di persone comuni o uomini di chiesa, che nella loro esistenza sono stati capaci di doti sovraumane riuscendo attraverso la preghiera e l’azione a compiere una guarigione.

Io non credo che il miracolo sia solo questo, sento piuttosto che sia qualcosa legato ad una una visione di ciò che l’esistenza è, o per meglio dire, all’emergere di ciò che realmente la vita simboleggia.

Essendo legati ad un individualità noi esseri umani ci troviamo profondamente invischiati con i drammi quotidiani, più o meno gravi visti sotto l’aspetto della personalità e non riusciamo a scorgere ciò che profondamente la vita ci sta dicendo. Chi pratica meditazione sa quanto la mente umana è affollata di pensieri automatizzati che vanno e vengono. Ci catturano e ipnotizzano senza dar tregua, non dando modo al silenzio di emergere e sentirne il profumo o la dolcezza che uno stop ai pensieri può generare.

Tutti noi abbiamo provato un apertura e una pace quando osserviamo ad esempio un tramonto, allora lì, in quell’istante tu sparisci e ti fondi con la bellezza di quel paesaggio, tu come personalità sparisci insieme a tutti i problemi, a tutte le tue sofferenza e stai bene. Sei lì con tutto il tuo essere, e senti di esistere, senti che quel qualcosa che va al di la delle parole ti scorre dentro, e senti la Vita. Solo che dura veramente un brevissimo istante, e tendiamo spesso a dimenticarcene o non ci facciamo caso, e la mente che mai tace ritorna per condurci via e riportarci nel marasma dei nostri problemi.

Fatta questa premessa che sta ad indicare che il miracolo è un superamento dell’ego, cioè una disidentificazione di ciò che noi crediamo di essere; un nome e cognome fatto di carne ed ossa con uno status sociale. Vediamo assieme gli impedimenti che non ci permettono di vedere un quadro di insieme più ampio.

Che cosa è per me Il MIracolo?

Il miracolo è riconoscersi nell’altro, “Ama il prossimo tuo come te stesso” comprendere che l’altro è parte intriseca di te, che è tanto benedetto il dare quanto il ricevere. Quanti di noi compresa me, si sono chiusi a riccio quando qualcuno si è rivolto a noi per chiedere un qualcosa, in genere quando quel qualcosa è a livello monetario? Credo che molti di noi abbiano vissuto episodi spiacevoli di questo tipo. Infatti qualcuno potrebbe obbiettare che non hanno senso queste parole. Ciò che invece posso dirvi e che il nostro programma mentale fallato, genera situazioni analoghe perché non conosce e soprattutto non è aperto alla consapevolezza che l’altro è sempre se stesso con cui ci interfacciamo. Non sto parlando del me stesso come individuo fisico, personalità etc etc, ma della Fonte dal quale entrambi siamo strati generati.

I miracoli risvegliano la consapevolezza che lo spirito, e non il nostro corpo, è l’altare della verità. Sin da bambini quando iniziamo ad essere sensienti e ad apprendere, il nostro stato mentale si costruisce un io, fatto di carne e ossa, di un nome, di una personalità, che genera identificazione totale con il nostro corpo fisico. Quasi nessuno o veramente pochi esseri umani dall’era dei tempi, apprende sin da tenera età che il corpo fisico e solo un mezzo, ma non il fine ultimo dell’essenza della VIta.

I miracoli hanno a che fare con il perdono, grande ostacolo che l’umanità costantemente vive. Il perdono è riconoscere che non esiste nessun dramma dietro ad esso, nessuna azione distorta da correggere, nessuna persona da imputare o portare a giudizio.

I miracoli rappresentano la libertà dalla paura. La paura è sentirsi impotenti, vivere nel terrore di qualcosa o qualcuno. E’ una chiusura mentale, un grande inganno tramandato da generazioni che ci porta a vivere costantemente nell’ansia del domani. E’ la nebbia fitta che non ci mostra la via da percorrere, limitandoci il cammino

Inoltre uno dei principali contributi dei miracoli è la loro forza nel liberarti dal falso senso che tu sei isolato che vivi nella privazione e nella mancanza.

Cosa posso fare per imparare a vivere nella consapevolezza?

Esistono diversi modi per trovare la via della libertà, ma posso affermare con certezza che è sempre lei che giunge a te nei modi e nei tempi giusti. Ad oggi il mio percorso è affiancato da un libro ” Un Corso In Miracoli” che mi guida, mi sostiene e mi indica il cammino. Ma esistono tantissime altre vie e diramazioni che ti conducono alla Verità, quindi sii desto e abbi fede nell’esistenza.